Aprendo i coperchi delle 6 ciotole di terracotta “annuserai” le fragranze più utilizzate ( legnose, agrumi, grassy, floreali, speziati, orientali).
I principali ingredienti dei profumi sono estratti di piante e fiori (rosa, gelsomino, lavanda, vetiver)- Pare che il primo profumo ad avere un nome sia stato Acqua della regina d’Ungheria, nel 1370, a base di rosmarino, poi chiamato acqua di Colonia, il più antico profumo ancora sul mercato.I profumi contengono tra il 10 e il 20 percento di essenza di profumo e 90/96 % di alcol.
Sulla tua sinistra, davanti i giochi d’acqua, un giovane albero di Carrube. Il carrubo è, assieme all’ulivo, alla vite, al grano, parte integrante del territorio siciliano fin dai tempi remoti; ha influenzato la vita quotidiana e ha lasciato tracce indelebili nella storia del territorio. In alcuni periodi, è stato l’unico alimento a disposizione delle popolazioni locali.
Gli arabi ritenevano che tutti i semi del carrubo avessero la particolare caratteristica di avere sempre un peso costante (1/5 di grammo) e quindi utilizzarono per primi i semi detti carati (dall’arabo qīrāṭ o karat) come unità di misura dell’oro.
La pianta fiorisce nei mesi di luglio-agosto fino a dicembre e l’ombra delle chiome, conservando il fogliame molto fitto, produce zone preziose d’ombra in luoghi aridi. I semi di carruba sono una miniera inesauribile per una vasta gamma di produzioni, dai succedanei del cioccolato alla preparazione di gomme industriali.
La maestosità della chioma del carrubo, i suoi frutti dai molti usi, la sua longevità hanno fatto sorgere intorno a questo gigante della natura, specialmente dove la sua presenza era più estesa come da noi in Sicilia, una serie di leggende e credenze popolari come quella che affermava che sotto tale albero si potesse rinvenire un tesoro cioè una “truvatura”; ma non solo, sotto le fronde dei carrubi la fantasia popolare indicava l’abitazione di fate e streghe.
Oltrepassato il carrubo, il percorso si biforca, tenendo la sinistra passerai in mezzo al piccolo tunnel di bambù; girando a destra, il sentiero in legno ti farà scoprire altre varietà di piante profumate per poi concludere il percorso in una macchia di fiori e arbusti sui toni del rosso.
LA visita del giardino tattile si conclude con un percorso BAREFOOTing, se non lo hai ancora fatto, togli le scarpe e percorri i 10m a sinistra scalzi. Camminare a piedi scalzi sull’erba e su altri materiali naturali è un’esperienza sensoriale molto forte, con valenza terapeutica. Una fontanella ti permetterà di lavare i piedi alla conclusione del percorso.
Prosegui quindi verso valle, per conoscere più da vicino gli insetti tipici del nostro territorio.
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